IERI SPOSI

In fondo è questo lo scopo ultimo della fotografia…. Dilatare il tempo. 
La perdita della collocazione temporale, la difficoltà di collocarle nel tempo.
Ricordare e confrontare… com’ero? Com’era diverso! Non c’è più !

E poi giù alla ricerca delle somiglianze, delle analogie…e poi ancora più giù… le differenze, la ricerca di visi o atteggiamenti del mondo del cinema …per poi risalire al banale, all’ovvio o all’inconsueto.

Queste fotografie rappresentano la sintesi di 20 anni di reportage di matrimoni ripresi con lo stile candid camera come dicono gli americani…La parola candid camera significa fotografia sincera…..spontanea… e questo è il metodo applicato come costante, la macchina come occhio e il risultato che si dilata e perde di facile collocazione (…e questo bianco e nero che sa di antico ma che è paradossalmente “avanti”). Il matrimonio come rito, come festa, come giorno in cui si perde un po’ di se stessi e ci si veste per l’appunto da matrimonio. Giorno nel quale si mangia e si beve un po’ di più.

La rappresentazione di una giornata attraverso la fotografia che assume il compito di accentuare e esaltare l’evento.

 

 

 

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